domenica 30 marzo 2008

festina lente


festina lente

Da noi il tempo profuma di timo
ti accorgi di lui solo a settembre

Lo scirocco solleva il suo manto odoroso
veste le ombre della Murgia

E lei mi appare,
la Murgia, con i suoi doni

Con frenetica lentezza, avanza
il tempo si avvolge, si ripiega, scompare

Il cibo e i fiori della tecnica sono i doni della madre troglodita
un invito a una esistenza altra

L'ulivo annoda le sue cortecce
lì riposerò le mie ore, lì il nutrimento
in frenetica lentezza

mercoledì 5 marzo 2008

Fujiko Shiraga - La pittura delle ombre


Fujiko Shiraga
(Giappone, 1928)
Foglio bianco
1960

Incollando carta su carta e su tela muovendosi su quell'impasto disegnandolo con i propri gesti, con il corpo...
Opera presente ad Artempo, Palazzo Fortuny 2007; scoperta lì, mentre avevo già scritto anni prima il testo de Gli Insegnamenti della Pittura della Cava delle Ombre Suicide.

venerdì 29 febbraio 2008

gli insegnamenti di Pittura della Cava delle Ombre Suicide


da “Gli insegnamenti di pittura della Cava delle Ombre Suicide”:
Il disegno a pennello è un esercizio spirituale, un esercizio di mortificazione, una punizione realizzata attraverso un atto estetico violento. Il gesto della china sottrae luce alla perfezione della carta, rende incompleto, mortifica ciò che tutto contiene. Il disegno sottrae al bianco della carta la sua universalità e lo rende particolare, mondano. Ciò che prima era inesistente, ora esiste nella realtà della comunicazione. Nella storia dell’arte delle Ombre Suicide non c’è capolavoro che non sia immacolato...

sabato 9 febbraio 2008

Anton Karas Zither

un piccolo reperto dell'Anton Karas, autore della colonna sonora de "Il terzo uomo".

giovedì 27 dicembre 2007

4- L'ultima volta di Anton Karas


E poi l’estate finiva e Anton Karas bambino ripartiva lasciando la sua tenera amica.

A lui bambino diceva che aveva un dono. E lui bambino le credeva e da lei imparò
le pause, l’ombra e il mormorio della risacca e li suonò con il suo zither.

Poi Anton Karas, il maggiore dei due, Anton Karas il maggiore morì che ancora era un ragazzo.

Il minore non lo pianse.

Solo la sua determinazione a vivere per suonare ne ebbe slancio e da allora non si arrestò più.
La vita del maggiore dei due si dissolse in quella determinazione.

Quello fu il vero dono.

Nessuno dei due Anton Karas fu più lo stesso.