giovedì 15 novembre 2007

Labirinto Palumbo


Molti mi chiedono di usare il blog di Troglodita per comunicare l'uscita di mie pubblicazioni o di mie iniziative. Ne ho creato uno ad hoc.

www.giuseppepalumbo.blogspot.com

Accontentati?

giuseppe palumbo

ps:l'immagine è la copertina di Tomka, edito da Rizzoli e scritto da Massimo Carlotto. In libreria...

lunedì 5 novembre 2007

Troglodita a Bruxelles


Sabato 10 novembre, Troglodita e Action30 saranno presentati a Bruxelles, nel Festival des Libértes, a corredo della performance "The invasion of the super-normals and the resistance of the man-moles".
www.festivaldeslibertes.be
Au revoir

domenica 4 novembre 2007

sogno settembrino


Ho ritrovato un appunto, poche righe e un disegno; la trascrizione postuma di un sogno.
Avevo sognato questo:

Una enorme testa cade, fragorosamente, al suolo. Come provenisse da una distanza immane. Sembra una statua, anzi il frammento fossile di una divinità dimenticata.
A poca distanza assistiamo frastornati, atterriti, alla caduta di un secondo pezzo; non ricordo se una gamba o un braccio. Gigantesco.
Quando sembra che tutto sembra sia ormai finito, qualcosa arriva a scuotere quei monoliti, qualcosa li anima e poi... all'improvviso, li attrae, li risucchia verso un punto lontano del cielo.
Un corpo, quello della divinità fossile si compone rapido nella stratosfera, punta i piedi e spicca fulmineo un balzo verso il buio siderale.
Lo sguardo di sfida scolpito enorme nel volto...


la data:
sogno fatto pochi giorni prima l'11 settembre 2001.

sabato 1 settembre 2007

3- L'ultima volta di Anton Karas


L'ultima volta che Anton Karas prese l'iniziativa di un confronto con Anton Karas fu all'uscita delle pagelle. Anton Karas, il suo omonimo, era più grande di lui di un anno e di lui era migliore, a detta di molti, sotto tutti i punti di vista. Suo padre, tra i molti, glielo additava ad esempio ogni volta che un insuccesso bussasse alla porta della sua giovane età: sperava che quel modello di virtù, impedisse a suo figlio, l'omonimo, di incontrare altri insuccessi sul suo cammino.
E Anton Karas era davvero un modello di virtù: nell'aspetto fisico era alto e ben proporzionato, un neo aggiungeva grazia alle sue guance gentili; impegnato in mille attività, era un attore in erba di sicuro talento.
Anton Karas viveva invece la sua normale vita di bambino alternando quelle mediocri attività a un efferato amore per la musica: passava ore sul suo zither, finché lo sguardo di suo padre lo riportava sui libri di scuola.
Frequentavano due scuole diverse i due Anton Karas, anche se ormai l'eco dei successi del maggiore dei due dominasse tra le volte scure di tutti i complessi scolastici della città. Anton Karas, all'uscita delle pagelle, scrutò con sempre maggiore tensione il lungo repertorio di lodi e massimi voti che affiancavano quello che era anche il suo nome; non altrettante eccellenze segnavano la sua pagella.
Tranne in una materia.
Musica: sei.
Una risicata, misera, indulgente sufficienza nella pletora di ottime valutazioni.
E invece Anton Karas, il minore, alla voce "musica" poteva vantare un entusiasta, convinto, gonfio dieci.
Mai più Anton Karas avrebbe cercato il confronto. Della musica, che nutriva il lato migliore di sé, da quel momento si fece uno scudo, a forma di zither.

sabato 28 luglio 2007

2-L'ultima volta di Anton Karas


L'ultima volta che Anton Karas tornò a Matera, sua città natale, fu per tenere un ciclo di lezioni sulla sua musica e sullo zither, il suo strumento d'elezione.
Era la scuola in cui aveva studiato e da cui si era separato con sollievo.Tornando, nessun ricordo lontanamente tenero gli attraversò l'anima.
Tra i docenti rivide facce di antichi compagni di studi e di feste, di nessuno ricordava con precisione nomi e cognomi: solo vaghe circostanze di vecchie frequentazioni. Poi, nella sala della presidenza, durante un rinfresco tributatogli, apparve la sorella di Anton Karas, anche lei un'insegnante. Salutò Anton scandendo accuratamente ogni sillaba del nome. Sembrava volesse assaporare la possibilità di chiamare ancora suo fratello avendo di fronte un essere vivente e non un'ombra o, peggio, una salma.
Anton Karas era morto giovanissimo e sua sorella era, allora, una bambina. Chiamare il suo nome era stata per lei una attività durata troppo poco a lungo.
Anton Karas, in quel momento, avvertì di nuovo, ancora la servitù di quella omonimia.
Lasciò l'istituto con la certezza che mai ci avrebbe fatto ritorno.

venerdì 13 luglio 2007

rimini troglodita


Giuseppe Palumbo a Interno 4 Rimini presenta
"Troglodita"

Sabato 14 Luglio 2007 ore 21.30
Libreria Indipendente|mente Interno 4 Rimini, via Di Duccio, 26