domenica 30 marzo 2008

festina lente


festina lente

Da noi il tempo profuma di timo
ti accorgi di lui solo a settembre

Lo scirocco solleva il suo manto odoroso
veste le ombre della Murgia

E lei mi appare,
la Murgia, con i suoi doni

Con frenetica lentezza, avanza
il tempo si avvolge, si ripiega, scompare

Il cibo e i fiori della tecnica sono i doni della madre troglodita
un invito a una esistenza altra

L'ulivo annoda le sue cortecce
lì riposerò le mie ore, lì il nutrimento
in frenetica lentezza

6 commenti:

Jed ha detto...

Fantastico Palumbo.

Claudio Cerri ha detto...

Sei un grande.

Axel ha detto...

Axel Was Here

E_Bone ha detto...

Davvero meravigliosa,a volte ci si scorda di questi insegmaneti.

Iperboreo ha detto...

Stupendo,complimenti.

forse ci si accorge del tempo(nelle murge, a settembre) quando inizia a scomparire ciò che ha creato l'estate, scomparendo a mano a mano le cose scoprono profumi e colori, quelli di ciò che rimane. è la contemplazione che arriva dal riposo dopo l'attività: la natura ne tiene conto.
Poi scompare tutto e si avviluppa nell'inverno.

Giampaolo

neikos ha detto...

Bellissima, e ci sarebbero tante altre cose da dire ma mi fermo qui.